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Tastiera CLAVIA  NORD STAGE 76 clavia  Tastiera  CLAVIA NORD STAGE 76 CLAVIA NORDSTAGE76

 

Interfaccia utente
Il pannello comandi è diviso in sezioni specifiche, relative a: Master Level, Organ, Piano, Program, Synth, Extern(al), Effect; sulla sinistra, trovano posto la modulation wheel –in obbligata posizione obliqua… non troppo immediata come utilizzo- ed il fenomenale pitch stick per flettere l’intonazione delle note.



Connessioni
Sul pannello posteriore trovano posto le quattro uscite audio indipendenti, la presa per cuffia, la porta USB con cui caricare e scaricare nuovi suoni via PC/Mac, la porta MIDI In/Out, due ingressi footswitch dedicati a rotor slow/fast e sustain, due ingressi foot pedal dedicati a swell e control assegnabile. In modalità System, è possibile assegnare indipendentemente le tre famiglie timbriche Organ – Piano – Synth sulle quattro uscite.



Gerarchia operativa
Nord Stage ragiona in termini di Program: ogni programma contiene le regolazioni relative ai tre Instrument interni (organo, piano e synth) con tutte le funzioni di split/layer, le regolazioni relative alla sezione Effect, ed i controlli di gestione External.
A differenza del precedente Nord Electro, questa volta è possibile utilizzare simultaneamente tutte e tre le diverse famiglie timbriche, e pertanto viene implementato un veloce sistema di split/layer che facilita l’assegnazione di ciascuna su zone low, upper, high (i cui limiti sono comunque specificabili tramite display di programmazione). In questo modo, per inserire le timbriche o semplicemente per assegnarle alle parti di tastiera, non bisogna fare altro che scorrere con tastini di selezione fino a centrare la configurazione desiderata: se tutti e tre i led lower – upper – high sono illuminati, la timbrica risulterà assegnata omogeneamente lungo tutte le 88 note disponibili. A differenza di altri strumenti, non è possibile impostare in totale libertà i punti di split: Nord Stage prevede la possibilità di “spezzare” la tastiera in tre zone diverse in corrispondenza solo dei do e dei fa di ciascuna ottava. Prendere o lasciare.
Ogni instrument può essere individualmente abilitato alla ricezione dei controller pitch stick e sustain pedal, può avere un diverso livello di uscita ed una transposizione espressa in ottave.
Ma non è tutto: ciascun instrument disponibile è bitimbrico, cioè può gestire contemporaneamente due sonorità diverse (facile immaginarlo relativamente all’Hammond: si possono suonare due sonorità indipendenti per manuale inferiore e superiore! Eh, eh, non solo…). Come si gestiscono le diverse sonorità? Alternando il comportamento dello strumento mediante la coppia di selettori Panel A e Panel B; con questo si sintonizza il pannello comandi sulla timbrica che si intende richiamare/editare; ovviamente, è possibile modificare anche tutte e due le sonorità contemporaneamente abilitando nello stesso istante i due controller. Al di sopra del program, c’è solo il livello generale di System.
Per facilitare le cose, e non perdere dati prezioni, è possibile abilitare due buffer di memoria temporanea, denominati Live 1 e Live 2 che accumulano e documentano tutte le operazioni effettuate sul pannello comandi: in questo modo, se dovesse andare via la corrente – o più semplicemente se volete recuperare il frutto casuale di modifiche estemporanee – siete sempre al sicuro.

Program Section
Permette di gestire la programmazione, l’editaggio e la memorizzazione dei diversi programmi; ogni programma può sfruttare la doppia struttura Panel A / Panel B per la sovrapposizione timbrica, può lavorare su zone differenziate di tastiera (lower – upper – high) con creazione di split e/o layer, può gestire passaggi morphing tra situazioni timbriche diverse



Organ Section
Racchiude tutto l’expertise sviluppato in precedenza con il Nord Electro (compresi i controversi “drawbars virtuali” che tanto hanno fatto discutere), ed in più presenta una situazione timbrica fortemente potenziata. Questa volta, i modelli timbrici residenti sono tre: Hammond, Farfisa e Vox.
Quale che sia il modello selezionato, ogni program può ospitare due preset indipendenti, relativi alle timbriche upper e lower; quest’ultima è raggiungibile mediante tasto Preset II. Se non volete ricorrere ad una seconda tastiera MIDI esterna, la cosa più comoda è crearsi uno Shift+Split per sfruttare le due timbriche di organo Upper (preset I) / Lower (preset II) su estensioni contigue della stessa tastiera.
Attenzione a non fare confusione: il dualismo Preset I / Preset II all’interno dello stesso modello, dello stesso Instrument di organo è fatto esclusivamente per meglio lavorare con due manuali, cioè con due tastiere come sugli strumenti originali. Insomma, i due suoni che potreste controllare con la tastiera 88 note del Nord Stage e con un’eventuale 61 note esterna via MIDI vi daranno indipendenza nei drawbar, ma faranno riferimento comune alle simulazioni di vibrato scanner e percussione, come sui veri Hammond, Vox e Farfisa.
Diverso è il discorso per le sovrapposizioni Panel 1 e Panel 2: in questo caso è come se lavoraste simultaneamente con due Hammond, due Vox e due Farfisa completamente indipendenti per registro, percussioni, vibrato eccetera. Musicista avvisato…

Hammond
Tutto come nel vecchio Nord Electro, con polifonia totale, nove drawbar, percussione e vibrato scanner simulato in maniera estremamente credibile; il key click è regolabile in intensità.

Vox Continental II
Tutto lo “squallore” (in termini affettuosamente positivi!) del suono originale; i primi sei virtual drawbar vengono assegnati ai piedaggi originali dello strumento, con i raddoppi all’ottava inferiore, ed il mix 3rd – 4th – 8th su unico drawbar; sono disponibili le variazioni soft / brigth ovvero la selezione delle forme d’onda sinusoide o triangolare liberamente miscelabili. Unico tipo di vibrato liberamente inseribile… The house of the rising sun non è mai stata tanto vicina.

Farfisa
Nasale come il vero Compact DeLuxe, pronto per una cover pinkfloydiana tipo Arnold Layne. Dotazione di piedaggi apparentemente limitata (solo 16’ – 8’ – 4’ più bright una quinta + ottava superiore), ma con totale rispetto delle diverse sonorità; sono pertanto disponibili due 16’ bass e string, quattro 8’ flute, oboe, trumpet e strings, due 4’ flute e strings, tutti in modalità on/off. Vibrato light/heavy con doppia modalità di intervento.

Piano Section
Inutile nascondersi dietro un dito: il suono di pianoforte acustico del Nord Electro era (e rimane) un vero orrore. Proprio per farsi perdonare, questa volta gli ingegneri Clavia hanno devoluto una maggiore quantità di risorse al suono in questione che, finalmente, è a livello qualitativo degno degli eccellenti Clavinet, Rhodes eccetera; complice anche la presenza del riverbero e l’ineccepibile funzionamento delle 88 note pesate, questa volta il pianoforte a coda si fa suonare con una buona dose di soddisfazione; non è il miglior gran coda disponibile sul mercato dei digital piano, ma non farà sfigurare il professionista che gli si affiderà per le proprie serate.
Premesso che il musicista può caricare quello che vuole e come vuole attraverso la porta USB (fatevi un giro su per scoprire cosa offre la sound library dedicata), di base, Nord Stage viene fornito con le timbriche residenti di Clavinet, Wurlitzer A200, Rhodes, Grand Piano, Upright Piano e Electric Grand. Scendiamo nei particolari.

Clavinet
Completamente rispettata la fenomenale struttura del virtual Clavinet già sperimentata con il precedente Nord Electro: quattro variazioni per le combinazioni di pickup, tutti i filtraggi originali raggiungibili mediante selezione sui controlli di equalizzazione. Decisamente allo stato dell’arte… mancano solo i thump quando la tangente rilascia le corde.

Wurlitzer
Bello elastico come l’originale, sembra fatto apposta per lanciare le canzoni dei Supertramp.

Rhodes
Un gran bel multisample di Rhodes Mk I 73 regolato su deep timbre – tiratevi già il pdf “The History behind Nord Electro” o aspettate la prossima puntata di Vintage. In alternativa, sono residenti nello strumento altri due multisample di Mk II shallow e Mk V 73 ideal, tutti da sentire. Eccellente suddivisione della dinamica MIDI per i diversi multisamples; meglio di così ci può essere solo un modello fisico o lo strumento originale.

Grand
Due multisample di Yamaha C7 stereo close miked e Steinway D stereo room ambience. Personalmente, preferiamo il secondo, ma per certe applicazioni più rockettare, il suono diretto Yamaha potrebbe essere più adatto. Comunque, corpo e risonanza del pianoforte a coda ci sono tutti, sui bassi e sugli acuti che vibrano liberamente; la parte media della tastiera è sufficientemente espressiva. Come dicevamo in precedenza, esistono sicuramente migliori suoni di digital piano, su macchine inevitabilmente dedicate a questa timbrica. Il gran coda del Nort Stage è ad anni luce di distanza dal vecchio suono emesso dal Nord Electro. Ahhhh, sospiro di sollievo…

Upright
Le persone equilibrate potrebbero chiedersi perché includere il suono di un pianoforte verticale all’interno di questo strumento. Comunque, dopo i Coldplay, sembra che la timbrica mostruosamente inscatolata del piano verticale sia tornata ad una seconda giovinezza… Il suono c’è tutto, adatto ad esecuzioni intimamente controllate. Provare per credere.

Electric Grand
Lo stesso, eccellente, multisample di Yamaha CP-80 presente nel vecchio Nord Electro... e sei subito Eddie Jobson!



Synth Section
Decisamente più articolata delle precedenti, la sezione sintetizzatore offre una tavolozza assortita di timbriche analogiche, FM à la Clavia e wavetable (non nel senso tradizionale del termine). Ovviamente, come sempre in questi casi, il corredo di parametri a disposizione è limitato (e questo vincola fortemente le capacità di editaggio per le timbriche sintetiche): questo significa che, delle decine di suoni residenti, ce ne sarà un quantità generica meglio adattabile a diverse situaizoni operative, mentre altri suoni risulteranno – caso per caso – fuori contesto. Da non sottovalutare, ad ogni modo, le possibilità offerte dalla sovrapposizione in layer di organo e piano con il sintetizzatore! Insomma: se volete fare Jump! in scaletta, forse potrete avere qualche difficoltà, ma per molte altre cose, i suoni di synth residente vi potrebbero fare comodo. Da non dimenticare che la polifonia dedicata a questa sezione è limitata a 16 voci simultanee; a differenza di altri strumenti stage, non ci sono famiglie sintetiche preconfigurate, niente brass, archi o cori… da un certo punto di vista è una limitazione, da un altro è un vantaggio. Dipende. La sezione di pannello dedicata al sintetizzatore offre, oltre alla selezione delle forme d’onda, un Amplitude Envelope dedicato a due stadi, con modalità Attack/Decay o Attack/Release, una sezione Filter – invero molto basica – con cutoff e selezione 2/4 poli, keyboard tracking e resonance, un controllo Timbre polivalente che agisce sui parametri dedicati agli oscillatori. Il sintetizzatore può lavorare in unisono (detunabile a piacere), in mono ed in legato mode; c’è il portamento regolabile ed una sezione di equalizzazione a due stadi.
Ci sono tre categorie timbriche principali, dedicate alla tecnica di sintesi che si preferisce utilizzare: Analog, FM e Digital.

Analog
Le forme d’onda a disposizione comprendono le classiche sawtooth, pulse (in vari formati), triangle, cosine (una versione meno costosa della sinusoide) e noise. E’ possibile sincronizzare le forme d’onda sfruttando un oscillatore “fantasma” interno; in tutti i casi, il pannello comandi offre un controllo Timbre che cambia funzione in rapporto al tipo di sonorità selezionata (nel caso dell’onda quadra gestirà il pulse width, nel caso dei suoni sync controllerà la frequenza dell’oscillatore master); il parametro Timbre può essere messo sotto controllo della key velocity o automatizzato in morphing.

FM
Come nel Nord Lead 3, anche in questo caso si possono utilizzare due o tre “operatori” per gestire una mini linear frequency modulation, in grado di offrire timbriche peculiari, ovviamente meno intricate di quello ottenibili con FM7 (o altre strutture a più operatori), ma sempre interessanti come risultato sonoro.

Digital
E qui, purtroppo per i lettori, le parole non funzionano tanto: diciamo che le sonorità della terza famiglia sintetica si distaccano dal classico vocabolario analogico, pur senza raggiungere picchi ottenibili con sistemi dedicati. Dimenticate quindi le complessità dei soft synth digitali: questi suoni digitali sono semplicemente diversi da quanto normalmente ottenibile con una macchina analogico o virtual analog, ma non hanno – e non sarebbe giusto pretenderlo – la profondità di programmazione tipica di un sistema dedicato. Ancora una volta, se messi in split o layer per rinforzare le timbriche più “acustiche” rappresentano comunque un interessante arricchimento sonoro.



Effect Section
E’ composta da quattro blocchi funzionali indipendenti: Rotor Cabinet, Effect 1 + Effect 2 + Delay, AmpSim/EQ, Compressor + Reverb. Di questi, il blocco finale di compressione e riverberazione agisce globalmente su tutte le timbriche assegnate alle uscite 1 e 2, le altre sezioni possono essere sintonizzate su singole sezioni timbriche mediante sistema di selezione. Le tre sezioni Effect 1, Effect 2 e Delay hanno la possibilità di selezionare algoritmo indipendente e sezione timbrica da influenzare (lo dicevamo prima), ma, a livello di pannello, condividono un’unica coppia di encoder con cui regolare a seconda dei casi Rate/Tempo e Amount.

Effect 1
In questo blocco trovano posto: Ring Modulator, Tremolo, Auto Pan, Wah, Auto Wah 1 e Auto Wah 2.

Effect 2
Comprende algoritmi di modulazione, ovvero: Flanger 1, Flanger 2, Phaser 1, Phaser 2, Chorus 1 e Chorus 2

Delay
Oltre a Rate/Temo e Amount, il modulo di Delay comprende un controllo di Feedback/Ping Pong ed un selettore Tap Tempo. Non c’è una specifica del massimo delay time regolabile, comunque grazie al Tap Tempo è sempre possibile sincronizzare le ripetizioni con il timing della propria esecuzione – così a naso, sembrerebbe essere contenuto all’interno del secondo…
Il Ping Pong mode abilita l’espressiva alternanza destra/sinistra sull’emissione delle ribattute.

AmpSim / Equalizer
La simulazione di amplificatore offre tre modelli differenziati per capacità di saturazione, tenuta del cabinet emulation e progressiva apertura timbrica; è disponibile un controllo di drive che permette di arrivare alla cattiveria assoluta. Il suono può essere gestito mediante tre tagli di frequenza bassi, medi ed acuti che intervengono con un range pari a +/- 15 dB.

Compressor & Reverb
A differenza delle sezioni precedenti, in questo caso l’intervento è globale su tutta la struttura fonica dello strumento; ci sono tre algoritmi di riverbero (hall, stage e room) ben calibrati e di eccellente resa sonora, una regolazione dry/wet; il compressore offre amount regolabile. Oltre alla notevole qualità dei riverberi (finalmente!), è degna di nota la scalatura di intervento nel compressore, con cui diventa facilissimo simulare il classico suono di piano anni ’60 / ’70.

Rotor
Oggettivamente eccellente, come nel precedente Nord Electro; in più, è stata implementata una coppia di led che visualizzano la velocità di rotazione e, oltre allo slow/fast ed allo stop, c’è un controllo di drive per la quantità di saturazione. Attenzione! C’è un unico Rotor per l’intero strumento; quindi i due suoni Preset I e II eventualmente attivi nell’organo e i due timbri Panel A e Panel B altrettanto eventualmente abilitati si troveranno sempre a confluire nello stesso simulatore di rotary speaker. Come dire che nel setup di palco virtuale offerto da Nord Stage c’è un solo leslie cui fare riferimento. …e, se ci pensate, la cosa ha la sua logica.
Da non sottovalutare l’interazione che si innesca tra livelli in uscita delle tre sezioni timbriche e controllo drive sul Rotor: anche in questo caso, come nel mondo reale, per avere maggior guadagno ed escursione sul drive, non bisogna essere troppo timidi con i livelli.

External?
Si si: Nord Stage può gestire, entro certi limiti, eventuali unità MIDI esterne. La sezione dedicata alle apparecchiature esterne permette la mappatura di tastiera in trasmissione sulle zone lower – upper – high, lo shift di ottave sui dati in trasmissione, l’attivazione differenziata del pitch stick e del sustain pedal, la possibilità di trasmettere – uno alla volta e con selezione preventiva – i valori relativi ai condici di Volume, Program Change e MIDI CC Value (con specifica preventiva del numero di controller 0-119 desiderato). Sicuramente esistono sistemi più potenti di trasmissione, ma nel suo piccolo, la seione Extern risulta molto comoda.



Morphing
Tra i primi ad implementare le capacità di dissolvenza incrociata (ma, più correttamente, di passaggio graduale) tra due timbriche diverse, Clavia non poteva dimenticare il Morphing all’interno del nuovo Nord Stage. Tre possibili segnali di controllo corrispondenti a Modulation Wheel, Channel Aftertouch e Control Pedal. Buona parte dei parametri rotativi presenti sul pannello comandi possono essere assegnati ad uno delle tre sorgenti di Morph, governandone l’escursione dei valori in base allo spostamento sui tre controller; questo significa che in un colpo solo si può abbassare il volume del pianoforte, alzare quello dell’organo, aprire il filtro del sintetizzatore, allungare il feedback del delay… Lo ricordiamo, sono morphabili tutti i parametri che hanno l’encoder Clarostat sul pannello comandi (per intenderci, è quello con la corona di led) ed, oltre a quelli, anche la velocità del Rotor.



System Mode
In questa modalità operativa sono raccolte tutte le funzioni che governano la gestione generale dell’apparecchio: polarità dei pedali, assegnazione delle uscite indipendenti, key click dell’organo, velocità del vibrato synth, eccetera.
Particolarmente succosa, la pagina MIDI consente di controllare il Local Mode On/Off, selezionare i canali MIDI indipendenti per la modalità Panel A/B, per le famiglie timbriche Organ – Piano – Synth, per il Dual Keyboard Mode. Program Change e Control Change sono abilitabili in trasmissione, ricezione o send/receive. La sezione Extern ha un proprio canale MIDI, la selezione di CC Number, MIDI Volume, Program Change, Program Bank.
Sicuramente gettonatissima, nella configurazione dei controllers, la serie dei MIDI CC corrispondenti ai drawbar ( 9, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21) ed al rotor speed (90).



In uso
Ahhh, finalmente Clavia ha un suono di pianoforte decente, anzi un bel suono di pianoforte! Complice la tastiera a 88 note e la presenza del notevole riverbero, il suono brilla per facilità esecutiva e per corposità timbrica. Sicuramente, lo dicevamo in apertura, esistono migliori pianoforti digitali, ma il Nord Stage ha talmente tanti altri vantaggi che il bilancio rimane sempre positivo.
Gestire l’architettura sonora a tre blocchi + external + effect non è immediato come potrebbe sembrare, anche ad un utente Nord Electro: è necessario fare l’abitudine a tutta la massa di led sparsi lungo il pannello frontale, identificando caso per caso le zone di tastiera abilitate e le timbriche assegnate. Poco da dire sull’organo: a parte la felice addizione di Vox e Farfisa, il suono Hammond è quello del Nord Electro (a nostro personalissimo parere, uno dei migliori attualmente in circolazione); gran bei suoni di piano elettrico e clavinet, un interessante pianoforte verticale un liberamente suonabile gran coda per la sezione piano. I suoni di sintetizzatore non renderanno superflui i vostri Nord Lead o Nord Modular… però potranno risultare utili in parecchie serate dal vivo. La gestione dei parametri è facilitata dalla presenza del display alfanumerico: le cose da tenere sott’occhio sono parecchie, sicuramente più dell’essenziale Nord Electro, ma preparando i compiti a casa e programmando tutti i setup necessari, Nord Stage diventa facile ed immediato come un juke box timbrico. La tastiera pesata – buona e ben suonabile – offre un bel controllo sui suoni di pianoforte e, inevitabilmente, risulta troppo pesante per le parti di organo: non si glissa più tanto facilmente, a meno che non abbiate due mani come Mike Tyson; il channel aftertouch è un valore aggiunto per la gestione dal vivo dei segnali; è in catalogo un supporto a quattro zampe per l’utilizzo “da seduti”. Il prezzo è allineato con la produzione Clavia; del resto la qualità dei materiali ha un peso non indifferente. A proposito di peso: la facilità di trasporto e l’immediatezza essenziale si sono allontanate all’orizzonte insieme alla borsa/zaino dedicata, ma da un certo punto di vista, e per certe utenze, ne è valsa la pena.
Provare per credere.
 

 

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